Autofagia
17,00 €
Una donna rientra a casa e scopre che la compagna è scomparsa. Aspettandola, per giorni beve acqua compulsivamente, smette di nutrirsi, resta immobile in un silenzio che si fa via via più denso. Il suo corpo diventa misura del tempo, strumento di resistenza e insieme di perdita. Nel vuoto lasciato dall’assenza, si insinuano ricordi e presenze: le voci della madre e della nonna, fantasmi dell’infanzia in conversazioni mai finite. Il presente si frantuma in un mosaico; la realtà si incrina e la casa si trasforma in un labirinto dove il confine fra memoria e allucinazione si assottiglia. La fame, l’acqua, l’attesa: in questa sospensione sorge un racconto vorticoso e viscerale, dove l’“autofagia” è sia pratica fisica che metafora di una generazione che divora se stessa. L’esperienza dell’ansia diventa vertigine fisica, paesaggio interiore che il lettore è chiamato a percorrere.

Condividi