Incoscienza di classe

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Il lavoro struttura il nostro tempo, le nostre relazioni e la nostra identità. Eppure, negli ultimi trent’anni le condizioni di vita che genera sono rimaste relegate alla sfera privata, escluse dal dibattito pubblico.

L’autore ci conduce in cinque luoghi diversi – la fabbrica metalmeccanica, le grandi società di consulenza, le cucine dei ristoranti, le aule di scuola e il magazzino di Amazon – raccogliendo le voci dei lavoratori. Le loro storie si intrecciano a dati economici, riflessioni teoriche e riferimenti storici, formando un affresco vivido e impietoso del mondo del lavoro contemporaneo in Italia.

Malgrado le differenze, emerge però un malessere diffuso: i lavoratori si sentono risucchiati negli stessi meccanismi di sfruttamento e sofferenza e manca loro un linguaggio condiviso per esprimere attraverso una voce collettiva le comuni richieste. Il risultato è una frammentazione che impedisce loro il riconoscimento reciproco: l’incoscienza di classe.