Ho paura torero
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Nella primavera dell’86, le notti a Santiago del Cile trascorrono funeree e la protesta dilaga. In una casetta macilenta, vive la Fata dell’angolo, un travestito che abita appunto all’angolo della strada. Nelle sue mattine di finestre spalancate, lo si sente spesso cantare “Ho paura torero, ho paura che stasera il tuo sorriso svanisca”. Tutto il quartiere sa che ama intonare vecchie canzoni in falsetto, ricamare tovaglie con cherubini e uccellini per le signore dei quartieri alti, truccarsi come una mammoletta dalle sopracciglia increspate. “Gli manca solo il fidanzato,” bisbigliano dalle case di fronte.
Nella sua vecchia soffitta, liberata da sorci, fantasmi e scarafaggi, la Fata dell’angolo però ospita già un ragazzo che le fa battere il cuore. Il ragazzo dice di chiamarsi Carlos e di essere uno studente universitario. In realtà è un militante del Fronte patriottico, Manuel Rodríguez, che usa la soffitta per incontrarsi clandestinamente con i suoi compagni di lotta.

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